Assemblea dei responsabili 4/5 marzo 2023
Non trascurare il dono che è in te (2Tm 1,1-8)
Nei giorni 4 e 5 Marzo si è tenuta a Foggia presso il Centro di Evangelizzazione e Formazione la ventitreesima Assemblea dei Responsabili della Comunità ultima del mandato in corso prima del rinnovo degli organi pastorali a tutti i livelli.
Tema del ritiro “Non trascurare il dono che è in te (2Tm 1,1-8)”.
Con la partecipazione di oltre cinquanta fratelli e sorelle giunti da varie parti di Italia il ritiro si è aperto con un tempo di preghiera comunitaria carismatica nella quale il Signore ha condotto i partecipanti a fare prima memoria di quanto operato da Lui durante l’ultimo mandato e poi a considerare la condizione di popolo (e di singoli) che è nel buio e che ha bisogno della Sua luce per camminare e giungere laddove Egli stesso vuole condurlo e ad essere di sprono gli uni per gli altri.
L’esortazione di Rossella sul tema “Ricorda, ravviva, custodisci” ha posto l’accento sul rapporto stretto fra la maturità umana del responsabile e la sana dottrina facendo proprie le indicazioni di San Paolo a Timoteo, richiamando gli atteggiamenti indispensabili quali accoglienza, mitezza, pazienza, benevolenza, bontà, nella consapevolezza del dono ricevuto da Dio. Perché il ministero è un dono che “pesa” e il responsabile, cosciente delle proprie debolezze, deve portarne il peso pagando di persona senza dimenticare però anche soddisfazioni e frutti dell’apostolato; ministero dunque anche come privilegio e gioia. La recita della preghiera del Piccolo Principe ha concluso l’intervento.
L’intervento di Flavio ha posto l’accento sulle nuove opportunità che sono scaturite dopo la proclamazione della dichiarazione di intenti degli anziani al Convegno generale di gennaio scorso: missione in Uganda, a San Severo l’evangelizzazione rivolta ai giovani e alle famiglie e al carcere, il seminario di vita nuova a Brindisi, ecc. C’è un cambiamento nelle persone che hanno deciso di passare dal buio alla luce (rif. a quanto sopra). Non bisogna essere eletti responsabili per evangelizzare o per prendere iniziative volte all’evangelizzazione perché siamo pietre vive anche quando non ricopriamo ruoli di governo. I cambiamenti ci precedono e noi non ce ne rendiamo conto. P. Cantalamessa afferma che l’unico che può farci rendere conto del cambiamento è lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo fa la comunità (la Chiesa) testimone di Gesù fino ai confini della terra. Ecco perché è importante invocare insieme lo Spirito Santo per camminare insieme (sinodalità), per cavalcare il cambiamento.
Lo Spirito Santo guida Paolo e Barnaba nell’evangelizzazione. Paolo e Barnaba nelle loro diversità sono strumenti nelle mani di Dio e ad un certo punto si divideranno. Il Signore ci usa come strumenti nelle situazioni e per le esigenze dello Spirito con le nostre diversità, con la nostra umanità. Quando perciò invochiamo insieme lo Spirito Santo non ci ferma nessuno. A casa di Cornelio anche sui pagani si effuse lo Spirito Santo; a volte noi impediamo le opere dello Spirito solo perché utilizziamo i nostri “cliché”, le nostre abitudini. Il Signore vuole che andiamo al di là dei nostri schemi, delle nostre abitudini, con una nuova disponibilità alla novità dello Spirito.
Il Signore ci vuole Luce, Sentinella e Profeta.
L’omelia di don Danilo (sul vangelo della trasfigurazione di Gesù) ha individuato quattro caratteristiche del responsabile:
– uomo del passaggio (dalla mentalità terrena a quella divina);
– uomo della sinodalità, del presente;
– uomo della strada (sempre in movimento);
– uomo dell’ascolto (di Dio, dei fratelli).
Corrado, prendendo spunto dalla prima lettura (la vocazione di Abram), ha portato l’assemblea a riflettere sulla figura di Abram e sulla sua decisione di obbedire al comando di Dio di abbandonare la propria terra, famiglia, cultura, abitudini, per andare verso un luogo ancora ignoto ma con la promessa di essere non solo benedetto ma di diventare egli stesso una benedizione per gli altri.
Abram, figura del responsabile, si fida di Dio e lascia le sue certezze, il suo modo di pensare per aprirsi ad una speranza divina.
Gian Luigi, in vista degli imminenti rinnovi degli organi pastorali della Comunità a tutti i livelli, ha ricordato alcune indicazioni sui requisiti, umani e spirituali, del responsabile e sull’autorità nella Chiesa che viene dall’alto.
Molto interessanti sono stati i momenti di condivisione assembleare nei quali sono stati approfonditi alcuni aspetti delle relazioni proposte.

