Finalità
Finalità della Comunità
La Comunità si propone le seguenti finalità:
a) la santificazione dei suoi membri, promovendo in ognuno, attraverso la formazione e il sostegno fraterno, lo sviluppo umano integrale e la capacità di corrispondere pienamente alla Grazia del Battesimo;
b) la partecipazione alla missione della Chiesa mediante la testimonianza di comunione della vita fraterna e attraverso le proprie attività nel campo della preghiera, dell’evangelizzazione, della carità e della promozione umana, con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie;
c) la diffusione, attraverso una nuova effusione dello Spirito Santo, della grazia del Rinnovamento.
“Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme” (At 2,44)
La nostra Comunità è un’aggregazione di fedeli sia laici che chierici che, in risposta ad una specifica vocazione, tendono con la propria attività a partecipare alle opere di apostolato tipiche della Chiesa e all’incremento di una vita cristiana più autentica.
Ci siamo costituiti a partire da una specifica vocazione.
Tutto è iniziato da un intervento e una decisione di Dio, perché niente avviene per caso. Infatti, sin dal battesimo, Dio ha posto, insieme ai tanti doni, anche la vocazione comunitaria. Tale vocazione, se corrisposta, ha potere di creare una realtà, di costituire un carisma, di svolgere una missione. Dalla vocazione nasce la convocazione. Ci si accorge che anche altri fratelli sono chiamati alla stessa maniera, che si è accomunati dallo stesso impegno. Chiamati a salvarsi insieme e a dipendere gli uni dagli altri.
La comunità spiegata dagli anziani di cammino
LA COMUNITA’
E’ CARISMATICA
Corrado
La Comunità è carismatica perché crede nell’esercizio dei carismi, o doni dello Spirito Santo, dati per compie- re ministeri diversi, ma tutti importanti all’interno della comunità cristiana per la costruzione della Chiesa, in ac- cordo con quanto stabilito dal Concilio Vaticano II, che definisce i carismi come “grazie speciali che rendono idonei e disponibili per assumere diversi incarichi ed uffici al rinnovamento della Chiesa” (LG, 12). I carismi sono grazie e attitudini personali, sia ordinarie che straordinarie, concesse a singoli individui a beneficio dell’intera comunità cristiana. Nella Chiesa, corpo visibile di Cristo, i carismi sono elementi necessari perché determinano quale funzione debba avere ogni membro del corpo. Senza i carismi non avremmo un corpo strutturato. L’esercizio dei carismi e ministeri è condizione necessaria per la crescita della comunità.
IN COMUNIONE CON LA CHIESA LOCALE
Alfonso
La Comunità riconosce nell’autorità ecclesiastica la principale fonte di discernimento, di insegnamento e di veri- fica e ad essa ricorre per la soluzione delle problematiche che non possono trovare adeguata risposta al suo interno. È a disposizione della Chiesa perché riconosce che i carismi sono dati alla Chiesa e solo in obbedienza al Vescovo e sottoposta al suo discernimento può crescere ed operare con la garanzia di essere ancorata alla roccia di Pietro.
La nostra Comunità è pienamente ecclesiale perché, in comunione con la legittima autorità ecclesiastica, è aperta alla partecipazione di tutti i battezzati (uomini e don- ne, religiosi e laici) chiamati a farne parte. Quindi tutte le componenti del popolo di Dio vi possono partecipare senza limitazioni o riserve.
ESISTE PER LA
MISSIONE
Aldo
“Così, infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra” (At 13,47)
La Comunità, non può, né deve incentrarsi su se stessa; non può, né deve restare semplicemente attenta alla sua vita interna. Essa prende, infatti, coscienza del suo essere, in tutta la sua ricchezza, nell’accoglienza e nell’esercizio della sua missione. Parimenti, essa è fedele alla sua missione nella misura in cui vive il mistero della sua comunione al Cristo.
L’evangelizzazione della Comunità è rivolta alle famiglie e, in modo particolare ai giovani, come risposta all’anelito apostolico del Papa Giovanni Paolo II che ha fatto dei giovani il soggetto privilegiato e, nel contempo, i protagonisti della Nuova Evangelizzazione, affidando a loro il compito di “sentinelle della Fede” all’alba del terzo millennio.
